Le parole: porte di accesso o armi (30 luglio 2019)

Vari sono i mezzi che l’uomo ha per esprimersi: i suoni, i gesti e, nell’evoluzione della specie, le parole.

Dai primi incerti balbettii si è arrivati ad una ricchissima gamma di parole con sfumature incredibili, tanto da poter comunicare concetti astratti, emozioni, sentimenti. Le parole, proprio quelle che troviamo in bell’ordine nei vocabolari, hanno una loro vita, si evolvono e se “ascoltate” ci raccontano la loro storia, da dove arrivano e come sono cambiate.

L’etimologia può essere una fonte di conoscenza che purtroppo, in questi nostri tempi, è quasi una parente povera a cui pochi si rivolgono. Studi attenti a livello internazionale hanno sottolineato la realtà odierna: la perdita della ricchezza e della padronanza delle parole. Cioè siamo diventati più poveri ed indifferenti ad un modo di esprimercisi ricco e pertinente.

Varie sono le cause: i moderni mezzi di comunicazione che privilegiano una brevità, a volte anche solo figurativa, l’uso pappagallesco ed improprio di termini stranieri, la velocità con cui dobbiamo interloquire.

Insomma, fermiamoci un po’ ed ascoltiamoci scambiandoci… parole. Avremo meno malintesi. Sogliamo un testo, uno qualsiasi, alla ricerca di parole che non conosciamo, diventiamo collezionisti di parole e saremo più consapevoli.

Maricla