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Ultreya et suseya, adjuva nos Deus

Mese: Novembre 2019 (Pagina 1 di 2)

Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne

Oggi si celebra la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Il 25 novembre è una data scelta non a caso: in questo stesso giorno del 1960 furono infatti uccise le tre sorelle Mirabal, attiviste politiche della Repubblica Dominicana. La celebrazione mondiale fu poi istituita il 17 dicembre 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e, da allora, rappresenta il momento più importante dell’anno per parlare, informare e sensibilizzare tutti sul grave problema della violenza sulle donne.

La violenza sulle donne ha molti volti: dai reati come la violenza fisica a quella sessuale, lo stupro, senza dimenticare la violenza psicologica.

In Italia e nel mondo subisce violenza, mediamente, una donna su tre dai 15 anni in su. Il timore della violenza è confermato dal dato secondo il quale il 53% di donne in tutta l’Unione Europea afferma di evitare determinati luoghi o situazioni per paura di essere aggredita. Una lunga scia di violenza che può culminare con l’estrema conseguenza: il femminicidio.

Anche Vivere Insieme Pecetto vuol celebrare questo giorno, e lo vuol fare per stigmatizzare con forza la violenza sulle Donne nonché la violenza in genere come metodo di soluzione dei conflitti.

Il nostro pensiero va quindi alle (purtroppo) tante donne vittime di violenza dentro le mura domestiche, sul posto di lavoro, per strada. Va alle donne che nel mondo si battono per la libertà di pensiero, come la giovane Avvocatessa iraniana Nasrin Sotoudeh, che, dopo aver subito 148 frustrate, dallo scorso 13 giugno è rinchiusa nel famigerato carcere di Evin con una condanna a 38 anni solo per aver svolto il suo lavoro di Avvocato, per aver manifestato contro la pena di morte, per aver incitato le donne a togliersi il velo, per aver manifestato la sua libertà di pensiero. Va anche alle giovani cilene, come Daniela Carrasco, che sono state torturate ed uccise sempre per la loro libertà di pensiero. Va alle centinaia di donne turche che sono detenute per aver manifestato il loro pensiero o che stanno scappando dalla Turchia in cerca di un futuro migliore.

La Sen. Liliana Segre scrive a Del Noce

Martedì 26 novembre si dovrebbe riunire (si usa il condizionale poiché la convocazione non è ancora pervenuta) il Consiglio Comunale per deliberare la cittadinanza onoraria in favore della Sen. Liliana Segre nonché la modifica del nostro Regolamento (che non prevede alcuna onorificenza).

Personalmente ho già detto e scritto che non ho nulla in contrario: anche per la mia storia familiare sono infatti particolarmente sensibile ai principi di tolleranza, accoglienza, solidarietà e rispetto delle diversità e delle idee. La storia della Senatrice costituisce poi una testimonianza importante di quanto l’umanità riesce a volte a regredire in modo inqualificabile ed impressionante.

Ma proprio per il profondo rispetto che nutro verso la Senatrice (non per “imbarazzante distinguo” come qualche becero ha scritto) ho però avuto il timore che tale gesto potesse esser strumentalizzato e potesse addirittura accentuare le divisioni. Il rifiuto della Senatrice al Comune di Napoli ed il recente pasticcio del Comune di Biella hanno marcato tale preoccupazione.

Ed allora, attraverso le mie fonti ho contattato direttamente la Senatrice manifestandole il mio pensiero.

Ebbene, con la dolcezza che la contraddistingue la Sen. Segre ora mi scrive:

Grazie gentile Avvocato, la cittadinanza è un passaggio “sentimentale “, un abbraccio tra la città e chi la richiede. È qualcosa che resta mentre le amministrazioni cambiano passo e colore. Non posso negare il piacere di accogliere l’omaggio a meno che non ci siano serie ragioni per far decadere la proposta. Spero di aver chiarito il mio umile pensiero. Grazie. Liliana Segre”.

Martedì 26 novembre andrò in Consiglio più tranquillo. Anche con il piacere di aver visto recepire dalla Commissione Regolamenti le mie osservazioni in ordine all’incompletezza del testo regolamentare proposto: martedì non si approverà alcuna modifica del Regolamento ma solo un indirizzo generale, con riserva poi di redigere un testo con calma ed attenzione.

Con un altro piacere poi: verosimilmente martedì il testo della delibera riporterà esattamente quanto da me scritto con lettera del 13/11/2019 affinché sia ben chiaro che l’onorificenza deve esser interpretata come rifiuto di ogni tipo di gesto e comportamento offensivo e di disprezzo verso persone o gruppi o etnie. Rifiuto dell’odio e della violenza in sé, rifiuto della contrapposizione violenta delle idee, di qualsiasi idea od opinione politica.

Prima parte di una vittoria annunciata

Con ordinanza n. 44 dell’11 novembre scorso la nuova Giunta del Comune di Pecetto Torinese

  • viste le comunicazioni Arpa – Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale in merito alla situazione di superamento dei valori di attenzione evidenziati dai rilevamenti” (noi da due anni lo abbiamo segnalato con un Dossier e con due assemblee pubbliche…)

  • tenuto conto “che allo stato attuale le strutture esistenti ospitanti i ripetitori sono in assenza di autorizzazioni e/o concessioni e insistenti in Strada del Colle 46” (noi l’abbiamo segnalato da anni…)

ha ordinato la demolizione dei ripetitori presenti al Colle della Maddalena e la riduzione in pristino dei luoghi!

Per scaricare l’Ordinanza clicca qui.

Ci chiediamo solo come mai in questi anni la vecchia Giunta ci aveva sempre detto che non vi era alcuna possibilità di intervenire. Siamo poi certi che la Polizia Locale (sempre attenta) sarà più volte intervenuta a verbalizzare strutture da anni “in assenza di autorizzazioni e/o concessioni”.

Ricordiamo che il 10/4/2019 il Sindaco di Moncalieri aveva chiuso l’area di sua competenza attorno alle antenne (vedi Ordinanza) e che il nostro esposto alla Procura sta andando avanti poiché il Pubblico Ministero ha ordinato alla Polizia Giudiziaria di eseguire accertamenti.

Vi terremo aggiornati.

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